Salernitana, Alessandro Rossi: “Mi hanno accolto alla grande, è la mia opportunità”
BMarzio, contenitore settimanale che racconta le vicende dei protagonisti della Lega B, ideato dal giornalista Sky Gianluca Di Marzio, apre i battenti e per il primo appuntamento stagionale ha voluto raccontare la storia di Alessandro Rossi, giovane attaccante scuola Lazio in prestito attualmente alla Salernitana.
“Il dubbio era tra un palleggio-arresto-tiro dalla lunetta e un dribbling sul limite dell’area di rigore. Ma con questi piedi che mi ritrovo, forse vado meglio a canestro”, ride Alessandro Rossi (21 anni da compiere a gennaio) che ricorda ancora di quando la sua vita sportiva era a un bivio: basket o calcio. “In realtà da piccolo ho giocato anche a rugby che era lo sport che piaceva a mio padre. A calcio ho iniziato a giocare a 9-10 anni poi ha prevalso la passione per il calcio e la mia voglia di diventare l’attaccante titolare della squadra per la quale faccio il tifo”.
Il basket, però, fa parte del dna di Sandro – così come lo chiamano tutti nella sua Viterbo – anche per merito di una mamma (Angela) che ha giocato in serie A e di un nonno (Settimio) che addirittura ha indossato la maglia della Nazionale. “Rappresentano per me due punti di riferimento unici. Anzi, rimpiango di non aver dedicato abbastanza tempo a mio nonno prima che ci lasciasse. Solo ora mi rendo conto che avrei dovuto mettere da parte le cavolate che si fanno da ragazzo per essere più presente nella sua vita”. A proposito di famiglia, Elena Sofia è la sua sorella gemella, non solo dal punto di vista della data di nascita. “Abbiamo sempre fatto lo stesso sport: io giocavo a basket e lei giocava a basket con me, io giocavo a calcio e lei giocava a calcio con me. Praticamente abbiamo sempre fatto tutto insieme”. Sono talmente legati che lei e sua mamma non si perdono quasi mai le partite di Sandro dal vivo. Ed erano sugli spalti dell’Arechi quando lui ha segnato la sua prima rete (e la sua prima doppietta) tra i professionisti. “Un’emozione unica. E alla fine della partita il mio primo pensiero è stato quello di condividere con loro il momento”. Uno dei due gol è stato definito alla “Holly e Benj”, una definizione davvero perfetta. “Da bambino ero appassionatissimo di quel cartone giapponese e quando sono partito per venire a Salerno mi sono portato dietro una statuetta di Holly con la speranza che portasse fortuna”. La conserva a casa perché gli ricorda Simone Inzaghi. “Ai tempi della Primavera della Lazio mi diceva che io ero come Holly”. Oggi è alla sua prima esperienza lontano da casa. “Praticamente qui sto imparando a fare tutto da solo, ma ho fatto questo scelta anche per mettermi alla prova. Era venuto il momento di crescere”.
Sulla Salernitana, la sua nuova famiglia. “Mi hanno accolto alla grande. Tutti qui mi danno consigli e per me è una grande opportunità. Vengo dalla Primavera della Lazio e sono il più piccolo, avere tanti compagni come Rosina, Perico, Tuia e tutti i più anziani è un’occasione unica”. Anche perché nello spogliatoio si tira anche un po’ a canestro. “Quasi ogni giorno sono immancabili le sfide con Della Rocca”.
Fonte Foto Lega serie B





